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Chirurgia protesica del ginocchio

Trattamenti

Le protesi di ginocchio rappresentano un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione dell’articolazione malata con una nuova, progettata da ingegneri biomeccanici e ortopedici. La necessità di questo intervento deriva da una patologia chiamata artrosi, che causa la degenerazione e la perdita del rivestimento cartilagineo dell’articolazione.

La cartilagine, un tessuto liscio e resistente, svolge un ruolo fondamentale nel garantire un movimento fluido e senza dolore.

Quando la cartilagine viene danneggiata, l’aumento dell’attrito con il movimento provoca dolore ed infiammazione. L’articolazione cerca quindi di difendersi aumentando la produzione di liquido sinoviale, che finisce però col provocare gonfiore e versamento articolare limitandone i movimenti e causando dolore.

Nelle fasi più avanzate della malattia, l’articolazione si presenta aumentata di volume per l’ispessimento della capsula articolare, mentre i muscoli tendono a perdere il loro normale tono. Anche i legamenti possono venire danneggiati, determinando sensazioni di cedimento o una vera e propria instabilità. In conclusione, l’artrosi può essere definita proprio come una sorta di “usura” delle articolazioni.

Non tutte le artrosi di ginocchio richiedono necessariamente una protesi. Solo i casi più avanzati, in cui la cartilagine è ormai consumata e la funzionalità articolare compromessa, possono beneficiare di questo intervento. Fino a quando la mobilità e la funzione del ginocchio sono conservate, è preferibile evitare la chirurgia protesica e optare per soluzioni conservative.

L’indicazione all’intervento di protesi di ginocchio viene stabilita con cura, sulla base di una valutazione medica completa.

RICOVERO

2-3 giorni

Le varie forme di artrosi possono essere classificate in forme primitive e in forme secondarie. L’artrosi primitiva è legata essenzialmente all’usura dell’articolazione, conseguente all’invecchiamento e all’eccessivo sovraccarico articolare.

L’artrosi secondaria, invece, rappresenta una conseguenza di fratture (artrosi post-traumatica) o di interventi chirurgici (ad es. pregresse osteotomie correttive) o di altre condizioni patologiche come le malattie reumatologiche (ad esempio l’artrite reumatoide).

L’artrosi è una malattia tipica dell’età avanzata, che colpisce soprattutto persone oltre i 60 anni e predilige il sesso femminile. In assenza di malattie o condizioni predisponenti, il più importante e comune fattore di rischio è rappresentato dal sovrappeso del paziente. Vanno poi considerati anche altri elementi di rischio, come alcune attività lavorative, la predisposizione genetica o ad esempio un eventuale mal allineamento degli arti , come un eccessivo grado di valgismo o di varismo.

Come è fatta una protesi?

La protesi di ginocchio ricrea una nuova articolazione in metallo e polietilene che sostituisce le superfici di scorrimento del femore, della tibia e della rotula.

Il ginocchio, pur essendo una sola articolazione, è diviso dal punto di vista funzionale in 3 compartimenti:

  • Il compartimento esterno (laterale) formato dal condilo femorale esterno e dall’emipiatto tibiale esterno.
  • Il compartimento interno (mediale) formato dal condilo femorale interno e dall’ emipiatto tibiale interno.
  • Il compartimento femoro rotuleo formato dall’articolazione tra la rotula e la troclea femorale.

Esistono pertanto protesi totali che sostituiscono tutti i compartimenti del ginocchio o protesi monocompartimentali che si limitano a sostituire solo un singolo comparto interessato dalla malattia.

 

Protesi monocompartimentali

Le protesi monocompartimentali sostituiscono solo una parte danneggiata dell’articolazione, ovvero un singolo compartimento.

Un ginocchio varo (cioè che scarica maggiormente il carico all’interno) ad esempio presenterà tipicamente un usura del compartimento mediale del ginocchio mentre il compartimento esterno e la femoro rotulea potrebbero essere sani.

Al contrario un ginocchio valgo (cioè che scarica maggiormente il carico all’esterno) presenta tipicamente un usura del compartimento esterno del ginocchio mentre il compartimento interno e la femoro rotulea potrebbero essere sani.

In questo caso è evidente come sostituire soltanto la parte articolare danneggiata con una protesi monocompartimentale, permette di compiere un intervento poco invasivo lasciando intatti circa i 2/3 del ginocchio e mantenendo tutti i legamenti dell’articolazione, con un’ottima e più veloce ripresa delle attività quotidiane.

La durata di queste protesi è paragonabile alle protesi totali.

Protesi totale

Quando invece due o più compartimenti articolari del ginocchio sono interessati dalla patologia artrosica si rende necessario utilizzare una protesi totale.

L’intervento avviene quindi rimuovendo in toto le cartilagini e sostituendole con uno scudo femorale ed un piatto tibiale entrambi costituite da leghe metalliche nobili come cromo e cobalto che vengono generalmente cementate all’osso con uno speciale cemento (polimetilmetacrilato). Un inserto di polietilene molto resistente viene inserito tra le componenti metalliche per creare una superficie di scorrimento liscia.

Durata dell’impianto

Attualmente, i risultati dei registri nazionali delle protesi riportano che una percentuale di oltre il 90% delle moderne protesi funziona bene ancora 15 anni dopo l’intervento chirurgico.

Seguire le istruzioni del vostro Chirurgo Ortopedico dopo l’intervento e avere cura di proteggere la protesi del ginocchio e la vostra salute generale sono importanti metodi per contribuire al successo finale del vostro intervento.

Controlli

Nel primo anno è necessario controllare l’impianto con maggiore frequenza: a 1 ,3 e 6 mesi dopo l’intervento è necessario fare una radiografia dell’articolazione operata e una visita di controllo con il proprio specialista di fiducia.

Successivamente sarà sufficiente effettuare una radiografia ed un controllo annuale.

In alcuni casi viene sostituita anche la rotula con un dischetto in polietilene.